Anna alla trasmissione televisiva “la vita in diretta” del 6/2/2012 – “nel segno di Maria”

Il 6 febbraio 2012 ci viene nuovamente proposto di testimoniare la storia di Sara in televisione, a Rai Uno alla trasmissione “la vita in diretta”. Dopo esserci nuovamente confrontati con il nostro padre spirituale accettiamo la proposta con il desiderio nel cuore di testimoniare con Fede l’importanza della presenza di Maria nella nostra vita e il bisogno di trovare in Gesù la nostra consolazione e non in qualcos’altro che è fuori da Dio.

 

GENITORI IN CAMMINO

c9bd5d10c6fb5cef073b281cd885eb37.jpgCon cadenza mensile, dalla vigilia del Santo Natale del 2006, continuano le Messe per tutti i nostri “figli in cielo“.
Le celebrazioni vengono ogni volta officiate da Don Francesco Buono Parroco di Castel del Piano (PG). Dal Dicembre 2006 al Novembre 2008 le messe sono state celebrate sempre in giorni diversi in comune accordo con il sacerdore e i genitori presenti. Dal Novembre 2008 fino al Gennaio 2012 le Sante Messe sono state celebrate in concomitanza con la consacrazione al Sacro Cuore di Gesù il primo venerdì di ogni mese. A Partire da Gennaio 2012 l’incontro con i genitori è fissato per l’ultima domenica del mese. La Santa Eucaristia sarà preceduta da un incontro con Don Francesco con una catechesi sul “Padre Nostro” nonchè dal sacramento della riconciliazione.

Nasce uffialmente il “MINISTERO DELLA CONSOLAZIONE”.

Gli incontri si svolgeranno all’Oratorio di Castel del Piano (PG) a partire dalle ore 16.00. Le Sante Messe si celebreranno nella chiesa di Santa Maria Assunta di Castel del Piano alle ore 18.00.
Per tutti coloro che volessero partecipare basta contattarci inviandoci il nome del figlio/a in cielo e qualora possibile portando una foto. Di volta in volta viene allestito l’altare con tutte le foto dei nostri Angeli (In passato sono state celebrate anche Sante Messe a Gerusalemme a Medjugorie durante i pellegrinaggi).
Pace a voi tutti

A Sara…l’Angelo degli Angeli

3542ce2ed9b4e0f02b6cc06a34cd04a3.gifMia figlia Sara, la sera del 4 agosto 2006, prima di addormentarsi, ha raccontato a
mia moglie Anna una storia.
Questa è la storia, ve la dono, fatene ciò che ritenete opportuno:
SARA: “Quando ero piccola piccola ero in un posto lontano lontano, meraviglioso, su
una nuvoletta…”
ANNA: E con chi eri?
SARA: “Con Mamma Morena”
ANNA: E chi è Mamma Morena?
SARA: “L’altra mia Mamma”
ANNA: Ma com’è questa Mamma Morena?
SARA: “E’ buonissima”
ANNA: Più buona di mamma Anna?
 SARA: “Si”
ANNA: Davvero, sei sicura?
SARA: “Si”
ANNA: E di che colore ha i capelli?
SARA: “Blu”
ANNA: E gli occhi?
SARA: “Castani come i miei”
ANNA: Ma lasceresti mamma Anna per andare da Mamma Morena?
Sara le ha risposto di “si” e quella sera si sono addormentate insieme, per l’ultima
volta.
Mia moglie Anna, vista la stranezza del racconto di mia figlia (non conosciamo
nessuno che si chiami Morena e Sara mai, prima di allora aveva raccontato storie e
soprattutto non aveva mai parlato di un’altra mamma più buona di mia moglie),
subito me ne ha parlato.
Il giorno dopo, il 5 agosto 2006, alle ore 14.00 circa, dopo 3 anni 7 mesi e 5 giorni
mia figlia Sara è tornata alla casa del suo vero Padre, improvvisamente, folgorata
da una scarica elettrica, avanti a me e a mia moglie, mentre stava giocando con il
fratellino Daniele di 5 anni…

Alle 17.00 di quel giorno Sara era nella sua piccola bara bianca e dietro di lei c’era
l’immagine della Madonna raffigurata con un lungo velo azzurro al quale però non
facemmo subito caso sconvolti dal dolore profondo.
Il giorno dopo i funerali di mia figlia, ripensando ai suoi ultimi giorni e soprattutto a
quel suo strano racconto della sera prima, mi metto su Internet e immediatamente
scopro l’esistenza del Santuario della Madonna Morena che si trova in Bolivia, a
Copacabana, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti dell’America Latina. La
Vergine del Lago, nota anche come Madonna del Velo, si contraddistingue per il
lungo velo azzurro che le copre il capo e viene celebrata proprio il 5 agosto il giorno
in cui mia figlia è salita in cielo. Chiunque abbia un minimo di praticità con internet potrà direttamente verificare che Morena, oltre ad essere un aggettivo spagnolo che significa “abbronzata, scura” altro non è che la traduzione spagnola del nome Mairin, diminutivo di Mary, cioè Maria. Lo stabilimento balneare dove è avvenuto il fatto si chiama STELLA MARIS; Stella Maris è da lungo tempo l’appellativo preferito con cui la gente del mare si rivolge a Colei nella cui protezione ha sempre confidato: la Vergine Maria.
Che questa storia possa portare nei cuori di chi soffre, di chi ha paura e di chi ha
perso la fede la SPERANZA. Speranza che è entrata nei nostri cuori di Mamma e
Papà con una forza prorompente quando abbiamo realizzato il significato di questo
dialogo “profetico” e in cui la presenza della Madonna si percepisce in maniera
tangibile.


http://ilblogdisaramariucci.myblog.it/media/01/02/bfd04feb915166052a376e5297ece316.mp3

Noi…Genitori in Cammino…tutta una Dioincidenza

53c48d041759a8868e87b67966f6000f.jpgQuando Sara è salita in cielo il 5 agosto 2006 e abbiamo realizzato l’importanza della storia da lei donataci la prima cosa che ci siamo chiesti è stato:” che facciamo? Ne parliamo con qualcuno o ce la teniamo tutta per noi?”
Piano piano ci siamo resi conto dell’importanza e della forza che la storia stessa ci dava e allora ci siamo detti che anche altri genitori, con il figlio in cielo, ne avrebbero potuto beneficiare…e da qui l’idea…
Poi abbiamo pregato e aspettato…e le “Dioincidenze” sono arrivate.
Dapprima abbiamo conosciuto, grazie agli Angeli del Monastero di Betlemme di Camporeggiano, il gruppo di Ferrara chiamato “Genitori in Cammino”. Riconosciuti dal Vescovo di Ferrara questi genitori sono guidati da un padre spirituale, Don Mario, veramente eccezzionale.
Poi le “Dioincidenze” sono continuate e abbiamo conosciuto altri genitori qua, vicino a noi, tra l’Umbria e la Toscana…uno dopo l’altro ci siamo incontrati nei modi più incredibili (secondo me Dio è veramente un grande!!!!),
ognuno con la propria storia, con il proprio fardello di sofferenze…e ognuno con la propria Fede.
Abbiamo visto che nella comunione delle nostre sofferenze, ma soprattutto nella comunione della nostra Fede riusciamo a vivere meglio. E per questo ci incontriamo, e ovviamente ci incontriamo nel nome di Cristo.
Una volta al mese, tutti insieme, partecipiamo ad una funzione religiosa officiata da Don Francesco Buono della Parrocchia di Castel del Piano di Perugia. Grazie a lui e soprattutto grazie a Dio noi andiamo avanti…nella sofferenza, ma andiamo avanti. Dopo una delle ultime messe siamo andati tutti insieme in un ristorante a mangiare un pizza…il paradosso è stato che il nostro tavolo, un tavolo pieno di genitori che in un modo o nell’altro hanno almeno un figlio in cielo era sicuramente il più sereno di tutto il ristorante…siamo genitori che soffrono, ma non siamo genitori disperati.
Siamo andati avanti infatti proprio grazie alla Fede che Dio, tramite il racconto di Sara ci ha donato.
La Fede in Lui ci da la certezza che con la morte non finisce tutto ma che iniziamo la nostra vita eterna.
La preghiera deve essere costante nella nostra vita. Non si prega però solo con le labbra; il nostro comportamento deve essere esso stesso preghiera. Un cristiano prega con i gesti, con le parole, con la propria vita non scoraggiandosi dinnanzi alle difficoltà che la vita ci mette davanti né lasciandosi sopraffare dal dolore nei momenti più bui. Preghiera è avere fiducia illimitata in Dio, è saper leggere in ciò che ci accade il progetto che Dio ha nei nostri confronti.
La Vergine è presente ogni giorno nella vita dei genitori che hanno figli in cielo. Lei stessa è rimasta sulla terra dopo che suo figlio ascese al cielo. La sua vita non sarà stata semplice, avrà sofferto anche lei questo distacco tanto è vero che sotto la croce è rappresentata come la Madonna Addolorata. Lei ci capisce, conosce il nostro dolore, e nei momenti più difficili ci è particolarmente vicina.
Maria, ai piedi della croce, ha sorretto con le proprie braccia il corpo inerte di suo figlio. Ha visto, ha accarezzato con amore di madre, forse ha lavato con qualche lacrima le ferite causate dalla flagellazione. Negli anni della solitudine, ha pensato frequentemente alle frustate inferte al corpo di Gesù ed ha ricordato molte volte quel momento unto, profondamente segnato di pietà materna e di dolore redentore, nel quale il suo corpo e la sua anima si fondono con quelli del figlio in una scena commovente, unica e immortale. Maria è l’icona viva di tante madri che hanno sentito scatenata contro i propri figli l’ingiustizia del tormento, dell’ignominia, dell’odio, della disperazione.
Gesù, con il mistero della sua flagellazione, ci dice:”soffrire non è una cosa cattiva“. Non è una fatalità che si impone con violenza. E’ un disegno di Dio e della sua provvidenza imperscrutabile. Non è un castigo per le colpe commesse. E’ una pedagogia divina per far maturare la personalità umana. Non è un male che, pur non accettandolo, si sopporta con rassegnazione. Per il cristiano è un tesoro nel quale si nascondono le ricchezze meravigliose dell’amore e della salvezza dell’uomo. Per chi crede, i colpi di Dio, anche se dolorosi e carichi di mistero, sono sempre colpi d’amore.

PREGHIERA PER I “GENITORI IN CAMMINO”
Non piangete
come coloro che non hanno speranza,
ma piuttosto percorrete la strada del dolore
come una via che porta alla sapienza e alla carità.
Non consentite al dolore di schiacciarvi
in un risentimento che non accetta di guarire,
alzate invece lo sguardo
per riconoscere vicina la salvezza.
Diventa più saggio chi impara
a non porre la sua fiducia
nei beni provvisori della vita
e costruisce la sua casa sulla roccia
che è la parola di Dio vivo che ama la vita.
Nelle case visitate dal dolore
sia la fede a dare conforto,
sia la carità a dare significato
al tempo che resta da vivere.
Voi che vivete, finché avete tempo,
operate il bene.
Io so che quando scende la sera
e invade il cuore la tentazione
di sprofondare nella tristezza,
voi sentirete come sussurro di confidenza,
che sfiora la giornata,
come una carezza per ringraziare.
Grazie mamma, grazie papà, grazie fratelli
per la preghiera che non avete dimenticato,
per il ricordo di me che mettete nel bene che fate,
nella mano che soccorre il povero,
nel sorriso a caro prezzo
con cui cercate di dimenticare il vostro dolore
per consolare un dolore più grande;
perché voi lo sapete, siete certi che io vivo,
vivo in Dio!

C.M.Martini

Preghiera alla Vergine Morena di Copacabana

Mamma,
con questo dolce nome Gesù morente
ti ha consegnato a noi,
discepoli del figlio tuo e figli tuoi.
Nel corso dei secoli sei stata chiamata con nomi diversi.
Alla piccola Sara ti sei rivelata con il nome di “Morena”.
Così ti invocano i fedeli della Bolivia
che vengono a pregare davanti alla tua immagine
nel Santuario di Copacabana.
Anche in questa chiesa di San Martino in Colle
mani devote hanno voluto collocare quell’immagine
per ricordare la nostra sorellina Sara
che tu hai portato con te in Paradiso.

Madre,
con fiducia filiale deponiamo la nostra preghiera
sulle mani innocenti della piccola Sara
perchè sia lei ad offrirtela,
affinchè tu la presenti al Figlio tuo e
Signore nostro Gesù,
che vive e regnanei secoli dei secoli.
Amen

Si approva
† Mario Ceccobelli

mamma Anna su Raiuno alla trasmissione “la vita in diretta” del 22/09/2011

Il 22 settembre 2011 ci viene nuovamente proposto di testimoniare la storia di Sara in televisione, a Rai Uno alla trasmissione “la vita in diretta”. Dopo esserci nuovamente confrontati con il nostro padre spirituale accettiamo la proposta con il desiderio nel cuore di donare una parola di Speranza.

Nel corso dell’intervista Anna, come un fiume in piena, ci racconta la profonda sofferenza per la “nascita in cielo” di Sara, sofferenza che mai è diventata disperazione anche grazie all’ incontro quotidiano nel Sacramento dell’Eucaristia.

Mamma Anna a Rai Uno alla trasmissione “Se…a casa di Paola”

Il 2 Novembre 2010 ci viene nuovamente proposto di testimoniare la storia di Sara in televisione, a Rai Uno alla trasmissione di Paola Perego “Se..a casa di Paola”. Dopo esserci nuovamente confrontati con il nostro padre spirituale accettiamo la proposta con il desiderio nel cuore di donare una parola di Fede Speranza in un giorno in cui la gente ricorda i defunti.

Nel corso dell’intervista Anna ci rammenta come i nostri cari sono sempre vivi in noi e con noi e come possiamo incontrarli quotidianamente avvicinandoci al Sacramento dell’Eucaristia.

Mamma Anna a “la Vita in Diretta”

Continua la nostra “evangelizzazione mediatica”. Ci hanno nuovamente contattato per testimoniare la storia di Sara in televisione, questa volta al programma di Rai Uno “la Vita in Diretta”. Anche in questa occasione, come nella precedente, ci siamo consultati con il nostro Padre Spirituale e ci siamo nuovamente convinti dell’ importanza della testimonianza di speranza che la storia di Sara può donare a chi ne ha veramente bisogno. Come potete vedere dai commenti molti hanno recepito appieno il messaggio e vi possiamo garantire che tanti altri ci hanno contattato privatamente per condividere la loro storia…mentre con altri ci siamo proprio incontrati, “in barba” ad ogni distanza fisica. Io e Anna vogliamo comunque ribadire una cosa…noi non siamo assolutamente “protagonisti” di questa vicenda. L’attore principale è solamente DIO che ci ha donato la grazia di conoscere una delle sue comparse più belle…SARA. A noi non ci resta altro che raccontarvi la storia: