19/02/2012

Anna alla trasmissione televisiva "la vita in diretta" del 6/2/2012 - "nel segno di Maria"

Il 6 febbraio 2012 ci viene nuovamente proposto di testimoniare la storia di Sara in televisione, a Rai Uno alla trasmissione "la vita in diretta". Dopo esserci nuovamente confrontati con il nostro padre spirituale accettiamo la proposta con il desiderio nel cuore di testimoniare con Fede l'importanza della presenza di Maria nella nostra vita e il bisogno di trovare in Gesù la nostra consolazione e non in qualcos'altro che è fuori da Dio.

 

10/01/2012

GENITORI IN CAMMINO

c9bd5d10c6fb5cef073b281cd885eb37.jpgCon cadenza mensile, dalla vigilia del Santo Natale del 2006, continuano le Messe per tutti i nostri "figli in cielo".
Le celebrazioni vengono ogni volta officiate da Don Francesco Buono Parroco di Castel del Piano (PG). Dal Dicembre 2006 al Novembre 2008 le messe sono state celebrate sempre in giorni diversi in comune accordo con il sacerdore e i genitori presenti. Dal Novembre 2008 fino al Gennaio 2012 le Sante Messe sono state celebrate in concomitanza con la consacrazione al Sacro Cuore di Gesù il primo venerdì di ogni mese. A Partire da Gennaio 2012 l'incontro con i genitori è fissato per l'ultima domenica del mese. La Santa Eucaristia sarà preceduta da un incontro con Don Francesco con una catechesi sul "Padre Nostro" nonchè dal sacramento della riconciliazione.

Nasce uffialmente il "MINISTERO DELLA CONSOLAZIONE".

Gli incontri si svolgeranno all'Oratorio di Castel del Piano (PG) a partire dalle ore 16.00. Le Sante Messe si celebreranno nella chiesa di Santa Maria Assunta di Castel del Piano alle ore 18.00.
Per tutti coloro che volessero partecipare basta contattarci inviandoci il nome del figlio/a in cielo e qualora possibile portando una foto. Di volta in volta viene allestito l'altare con tutte le foto dei nostri Angeli (In passato sono state celebrate anche Sante Messe a Gerusalemme a Medjugorie durante i pellegrinaggi).
Pace a voi tutti

02/01/2012

A Sara...l'Angelo degli Angeli

3542ce2ed9b4e0f02b6cc06a34cd04a3.gifMia figlia Sara, la sera del 4 agosto 2006, prima di addormentarsi, ha raccontato a
mia moglie Anna una storia.
Questa è la storia, ve la dono, fatene ciò che ritenete opportuno:
SARA: “Quando ero piccola piccola ero in un posto lontano lontano, meraviglioso, su
una nuvoletta…”
ANNA: E con chi eri?
SARA: “Con Mamma Morena”
ANNA: E chi è Mamma Morena?
SARA: “L’altra mia Mamma”
ANNA: Ma com’è questa Mamma Morena?
SARA: “E’ buonissima”
ANNA: Più buona di mamma Anna?
 SARA: “Si"
ANNA: Davvero, sei sicura?
SARA: “Si”
ANNA: E di che colore ha i capelli?
SARA: “Blu”
ANNA: E gli occhi?
SARA: “Castani come i miei”
ANNA: Ma lasceresti mamma Anna per andare da Mamma Morena?
Sara le ha risposto di “si” e quella sera si sono addormentate insieme, per l'ultima
volta.
Mia moglie Anna, vista la stranezza del racconto di mia figlia (non conosciamo
nessuno che si chiami Morena e Sara mai, prima di allora aveva raccontato storie e
soprattutto non aveva mai parlato di un'altra mamma più buona di mia moglie),
subito me ne ha parlato.
Il giorno dopo, il 5 agosto 2006, alle ore 14.00 circa, dopo 3 anni 7 mesi e 5 giorni
mia figlia Sara è tornata alla casa del suo vero Padre, improvvisamente, folgorata
da una scarica elettrica, avanti a me e a mia moglie, mentre stava giocando con il
fratellino Daniele di 5 anni...

Alle 17.00 di quel giorno Sara era nella sua piccola bara bianca e dietro di lei c’era
l’immagine della Madonna raffigurata con un lungo velo azzurro al quale però non
facemmo subito caso sconvolti dal dolore profondo.
Il giorno dopo i funerali di mia figlia, ripensando ai suoi ultimi giorni e soprattutto a
quel suo strano racconto della sera prima, mi metto su Internet e immediatamente
scopro l'esistenza del Santuario della Madonna Morena che si trova in Bolivia, a
Copacabana, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti dell’America Latina. La
Vergine del Lago, nota anche come Madonna del Velo, si contraddistingue per il
lungo velo azzurro che le copre il capo e viene celebrata proprio il 5 agosto il giorno
in cui mia figlia è salita in cielo. Chiunque abbia un minimo di praticità con internet potrà direttamente verificare che Morena, oltre ad essere un aggettivo spagnolo che significa "abbronzata, scura" altro non è che la traduzione spagnola del nome Mairin, diminutivo di Mary, cioè Maria. Lo stabilimento balneare dove è avvenuto il fatto si chiama STELLA MARIS; Stella Maris è da lungo tempo l'appellativo preferito con cui la gente del mare si rivolge a Colei nella cui protezione ha sempre confidato: la Vergine Maria.
Che questa storia possa portare nei cuori di chi soffre, di chi ha paura e di chi ha
perso la fede la SPERANZA. Speranza che è entrata nei nostri cuori di Mamma e
Papà con una forza prorompente quando abbiamo realizzato il significato di questo
dialogo "profetico" e in cui la presenza della Madonna si percepisce in maniera
tangibile.


podcast

Noi...Genitori in Cammino...tutta una Dioincidenza

53c48d041759a8868e87b67966f6000f.jpgQuando Sara è salita in cielo il 5 agosto 2006 e abbiamo realizzato l'importanza della storia da lei donataci la prima cosa che ci siamo chiesti è stato:" che facciamo? Ne parliamo con qualcuno o ce la teniamo tutta per noi?"
Piano piano ci siamo resi conto dell'importanza e della forza che la storia stessa ci dava e allora ci siamo detti che anche altri genitori, con il figlio in cielo, ne avrebbero potuto beneficiare...e da qui l'idea...
Poi abbiamo pregato e aspettato...e le "Dioincidenze" sono arrivate.
Dapprima abbiamo conosciuto, grazie agli Angeli del Monastero di Betlemme di Camporeggiano, il gruppo di Ferrara chiamato "Genitori in Cammino". Riconosciuti dal Vescovo di Ferrara questi genitori sono guidati da un padre spirituale, Don Mario, veramente eccezzionale.
Poi le "Dioincidenze" sono continuate e abbiamo conosciuto altri genitori qua, vicino a noi, tra l'Umbria e la Toscana...uno dopo l'altro ci siamo incontrati nei modi più incredibili (secondo me Dio è veramente un grande!!!!),
ognuno con la propria storia, con il proprio fardello di sofferenze...e ognuno con la propria Fede.
Abbiamo visto che nella comunione delle nostre sofferenze, ma soprattutto nella comunione della nostra Fede riusciamo a vivere meglio. E per questo ci incontriamo, e ovviamente ci incontriamo nel nome di Cristo.
Una volta al mese, tutti insieme, partecipiamo ad una funzione religiosa officiata da Don Francesco Buono della Parrocchia di Castel del Piano di Perugia. Grazie a lui e soprattutto grazie a Dio noi andiamo avanti...nella sofferenza, ma andiamo avanti. Dopo una delle ultime messe siamo andati tutti insieme in un ristorante a mangiare un pizza...il paradosso è stato che il nostro tavolo, un tavolo pieno di genitori che in un modo o nell'altro hanno almeno un figlio in cielo era sicuramente il più sereno di tutto il ristorante...siamo genitori che soffrono, ma non siamo genitori disperati.
Siamo andati avanti infatti proprio grazie alla Fede che Dio, tramite il racconto di Sara ci ha donato.
La Fede in Lui ci da la certezza che con la morte non finisce tutto ma che iniziamo la nostra vita eterna.
La preghiera deve essere costante nella nostra vita. Non si prega però solo con le labbra; il nostro comportamento deve essere esso stesso preghiera. Un cristiano prega con i gesti, con le parole, con la propria vita non scoraggiandosi dinnanzi alle difficoltà che la vita ci mette davanti né lasciandosi sopraffare dal dolore nei momenti più bui. Preghiera è avere fiducia illimitata in Dio, è saper leggere in ciò che ci accade il progetto che Dio ha nei nostri confronti.
La Vergine è presente ogni giorno nella vita dei genitori che hanno figli in cielo. Lei stessa è rimasta sulla terra dopo che suo figlio ascese al cielo. La sua vita non sarà stata semplice, avrà sofferto anche lei questo distacco tanto è vero che sotto la croce è rappresentata come la Madonna Addolorata. Lei ci capisce, conosce il nostro dolore, e nei momenti più difficili ci è particolarmente vicina.
Maria, ai piedi della croce, ha sorretto con le proprie braccia il corpo inerte di suo figlio. Ha visto, ha accarezzato con amore di madre, forse ha lavato con qualche lacrima le ferite causate dalla flagellazione. Negli anni della solitudine, ha pensato frequentemente alle frustate inferte al corpo di Gesù ed ha ricordato molte volte quel momento unto, profondamente segnato di pietà materna e di dolore redentore, nel quale il suo corpo e la sua anima si fondono con quelli del figlio in una scena commovente, unica e immortale. Maria è l'icona viva di tante madri che hanno sentito scatenata contro i propri figli l'ingiustizia del tormento, dell'ignominia, dell'odio, della disperazione.
Gesù, con il mistero della sua flagellazione, ci dice:"soffrire non è una cosa cattiva". Non è una fatalità che si impone con violenza. E' un disegno di Dio e della sua provvidenza imperscrutabile. Non è un castigo per le colpe commesse. E' una pedagogia divina per far maturare la personalità umana. Non è un male che, pur non accettandolo, si sopporta con rassegnazione. Per il cristiano è un tesoro nel quale si nascondono le ricchezze meravigliose dell'amore e della salvezza dell'uomo. Per chi crede, i colpi di Dio, anche se dolorosi e carichi di mistero, sono sempre colpi d'amore.


PREGHIERA PER I "GENITORI IN CAMMINO"
Non piangete
come coloro che non hanno speranza,
ma piuttosto percorrete la strada del dolore
come una via che porta alla sapienza e alla carità.
Non consentite al dolore di schiacciarvi
in un risentimento che non accetta di guarire,
alzate invece lo sguardo
per riconoscere vicina la salvezza.
Diventa più saggio chi impara
a non porre la sua fiducia
nei beni provvisori della vita
e costruisce la sua casa sulla roccia
che è la parola di Dio vivo che ama la vita.
Nelle case visitate dal dolore
sia la fede a dare conforto,
sia la carità a dare significato
al tempo che resta da vivere.
Voi che vivete, finché avete tempo,
operate il bene.
Io so che quando scende la sera
e invade il cuore la tentazione
di sprofondare nella tristezza,
voi sentirete come sussurro di confidenza,
che sfiora la giornata,
come una carezza per ringraziare.
Grazie mamma, grazie papà, grazie fratelli
per la preghiera che non avete dimenticato,
per il ricordo di me che mettete nel bene che fate,
nella mano che soccorre il povero,
nel sorriso a caro prezzo
con cui cercate di dimenticare il vostro dolore
per consolare un dolore più grande;
perché voi lo sapete, siete certi che io vivo,
vivo in Dio!

C.M.Martini

Preghiera alla Vergine Morena di Copacabana

Mamma,
con questo dolce nome Gesù morente
ti ha consegnato a noi,
discepoli del figlio tuo e figli tuoi.
Nel corso dei secoli sei stata chiamata con nomi diversi.
Alla piccola Sara ti sei rivelata con il nome di "Morena".
Così ti invocano i fedeli della Bolivia
che vengono a pregare davanti alla tua immagine
nel Santuario di Copacabana.
Anche in questa chiesa di San Martino in Colle
mani devote hanno voluto collocare quell'immagine
per ricordare la nostra sorellina Sara
che tu hai portato con te in Paradiso.

Madre,
con fiducia filiale deponiamo la nostra preghiera
sulle mani innocenti della piccola Sara
perchè sia lei ad offrirtela,
affinchè tu la presenti al Figlio tuo e
Signore nostro Gesù,
che vive e regnanei secoli dei secoli.
Amen

Si approva
† Mario Ceccobelli

mamma Anna su Raiuno alla trasmissione "la vita in diretta" del 22/09/2011

Il 22 settembre 2011 ci viene nuovamente proposto di testimoniare la storia di Sara in televisione, a Rai Uno alla trasmissione "la vita in diretta". Dopo esserci nuovamente confrontati con il nostro padre spirituale accettiamo la proposta con il desiderio nel cuore di donare una parola di Speranza.

Nel corso dell'intervista Anna, come un fiume in piena, ci racconta la profonda sofferenza per la "nascita in cielo" di Sara, sofferenza che mai è diventata disperazione anche grazie all' incontro quotidiano nel Sacramento dell'Eucaristia.


15/08/2011

Mamma Anna a Rai Uno alla trasmissione "Se...a casa di Paola"

Il 2 Novembre 2010 ci viene nuovamente proposto di testimoniare la storia di Sara in televisione, a Rai Uno alla trasmissione di Paola Perego "Se..a casa di Paola". Dopo esserci nuovamente confrontati con il nostro padre spirituale accettiamo la proposta con il desiderio nel cuore di donare una parola di Fede Speranza in un giorno in cui la gente ricorda i defunti.

Nel corso dell'intervista Anna ci rammenta come i nostri cari sono sempre vivi in noi e con noi e come possiamo incontrarli quotidianamente avvicinandoci al Sacramento dell'Eucaristia.





12/06/2008

Mamma Anna a "la Vita in Diretta"

Continua la nostra "evangelizzazione mediatica". Ci hanno nuovamente contattato per testimoniare la storia di Sara in televisione, questa volta al programma di Rai Uno "la Vita in Diretta". Anche in questa occasione, come nella precedente, ci siamo consultati con il nostro Padre Spirituale e ci siamo nuovamente convinti dell' importanza della testimonianza di speranza che la storia di Sara può donare a chi ne ha veramente bisogno. Come potete vedere dai commenti molti hanno recepito appieno il messaggio e vi possiamo garantire che tanti altri ci hanno contattato privatamente per condividere la loro storia...mentre con altri ci siamo proprio incontrati, "in barba" ad ogni distanza fisica. Io e Anna vogliamo comunque ribadire una cosa...noi non siamo assolutamente "protagonisti" di questa vicenda. L'attore principale è solamente DIO che ci ha donato la grazia di conoscere una delle sue comparse più belle...SARA. A noi non ci resta altro che raccontarvi la storia:

La testimonianza di mamma Anna su Rai Uno

A distanza di un anno e mezzo dalla "nascita in cielo" di nostra figlia Sara ci è stata proposta un'intervista su Rai Uno, nel corso della trasmissione "Festa Italiana".
Non nascondiamo il fatto che inizialmente abbiamo titubato un pò...poi abbiamo chiesto consiglio al nostro "Padre Spirituale", abbiamo pregato...ed infine abbiamo deciso che era cosa buona.
L'intervista intesa come testimonianza di speranza, è questo che ci ha convinto, e per questo motivo abbiamo accettato, con il pensiero che il racconto di Sara potesse aiutare almeno una delle persone che in quel momento guardava la televisione (almeno 4 milioni e 500 mila)!!!
Dio ha voluto che abbiamo potuto "vedere" anche l'effetto di quella testimonianza...infatti la sera del 28 novembre, tornati a casa, ci siamo collegati ad internet, e sia sul blog che sulla mail come messaggi privati, abbiamo "visto" come il messaggio di Sara è entrato nel cuore della gente (pur non avendo menzionato dell'esistenza del blog durante la trasmissione).
Mi piacerebbe riportare alcune frasi di gente che ci ha scritto...ma violerei il loro desiderio di riservatezza...ma vi posso garantire che tutte e ribadisco tutte ci hanno toccato profondamente...grazie...grazie a voi tutti che e Dio vi benedica.


Il Senso della vita....

3e80af4f01ba423be21fee06d6a9390a.jpgUna piccola storia per le persone buone!

Due angeli in viaggio si fermarono per riposarsi in una casa di persone benestanti.
La famiglia fù molto sgarbata e gli negò la possibilità di dormire nella stanza degli ospiti.
Nella notte li fecero dormire nella fredda cantina in un piccolo angolo. Gli angeli si stesero sul pavimento duro e freddo. L‘angelo più anziano vide un buco nella parete e lo riparò, richiudendolo. L‘angelo più giovane gli chiese perché avesse riparato quel buco.
Il più anziano rispose: „Le cose non sono sempre così come sembrano."

La notte successiva gli angeli pernottarono da una famiglia povera. La famiglia di contadini fu molto più gentile. Infatti, dopo aver diviso con gli angeli quel poco cibo che avevano, li lasciarono dormire nella loro camera da letto.
All‘alba del giorno dopo, gli angeli trovarono la famiglia di contadini in lacrime. La loro unica mucca, dalla quale venivano sfamati con il suo latte, giaceva morta sul prato.
L‘angelo più giovane si arrabbiò e chiese all‘angelo più vecchio, perché avesse lasciato accadare una cosa simile? „Il primo uomo aveva tutto e tu gli hai dato un mano. La seconda famiglia aveva già poco e tu hai lasciato morire il loro unico bene."
L‘angelo più adulto disse: „Le cose non sono sempre come sembrano.Quando pernottammo dalla famiglia ricca nella cantina fredda, vidi che in quel buco si trovava dell‘oro. Visto che il proprietario della casa era posseduto dall‘avidità e non voleva dividere il suo destino con nessuno gli riparai il buco richiudendolo. IN MODO CHE, NON POTESSE MAI TROVARLO!“
„ Quando invece pernottammo dalla famiglia di contadini, arrivò l‘angelo della morte per prendersi la moglie del contadino. Feci lo scambio con la mucca, così l‘angelo lasciò la moglie viva. Vedi, le cose non sono sempre come sembrano.“

Spesso per vari motivi le cose non vanno come vorresti tu. Sei hai fede, basta lasciarsi andare e fidarsi, perchè ogni cosa che accade, accade per un motivo. Magari non te ne renderai conto subito, ma con il tempo capirai …
Ci sono persone che appaiono nella nostra vita per un breve periodo ... Ci sono persone che diventano nostre amiche e rimangono per un pò accanto a noi... lasciando meravigliose impronte nei nostri cuori...
Ieri è storia, quindi passato.
Il domani è un mistero.
Il presente è un dono.
Per questo si chiama presente (present).

Io penso che sia una cosa speciale...
Vivi e godi ogni momento...

Riflettere e poi imparare...

5412758216e03ade409baeebeb82e0a2.jpgUn eremita vide una volta, in un bosco, uno sparviero. Lo sparviero portava al suo nido un pezzo di carne: lacerò quella carne in tanti piccoli pezzi, e si mise a imbeccare anche una piccola conrnacchia ferita.
L'eremita si meravigliò che uno sparviero imbeccasse così una piccola cornacchia e pensò:" Dio mi ha mandato un segno. Neppure una piccola cornacchia ferita viene abbandonata da Lui. Dio ha insegnato addirittura ad un feroce sparviero a nutrire una creaturina d'altra razza, rimasta orfana al mondo. Si vede proprio che Dio dà il necessario a tutte le creature: e noi, invece, stiamo sempre in pensiero per noi stessi. Voglio smetterla di preoccuparmi di me stesso! Dio mi ha fatto vedere che cosa devo fare. Non mi procurerò più da mangiare! Dio non abbandona nessuna delle sue creature: non abbandonerà neanche me".
E così fece; si mise a sedere in quel bosco e non si mosse più di là: pregava, pregava, e nient'altro. Per tre giorni e per tre notti rimase così, senza bere un sorso d'acqua e senza mangiare un boccone. Dopo tre giorni, l'eremita s'era tanto indebolito, che non era più capace d'alzare la mano.
Dalla gran debolezza s'addormentò.
Ed ecco apparirgli in sogno un Angelo.
L'Angelo lo guardò accigliato e gli disse:"Il segno era per te, certo. Ma perchè tu imparassi ad imitare lo sparviero!".

Troppo facilmente ci mettiamo dalla parte di chi deve ricevere. Per Gesù noi siamo quelli che devono dare.